16/05/2018

Teniamo sempre sotto controllo la pressione arteriosa

Pressione alta: quali sono i valori normali?

Infarti e ictus sono solo alcuni dei rischi che si corrono quando la pressione arteriosa è troppo elevata. Infatti, quando il sangue esercita una forza eccessiva sulla parete delle arterie, ci si può ritrovare anche alle prese con problemi come emorragie cerebrali, aneurismi, insufficienza renale, retinopatie e arteriopatie periferiche. Per tutti questi motivi è bene mantenere la pressione nella norma. Ma quali sono i valori considerati normali?

Minima e massima: due parametri distinti

In realtà i parametri da prendere in considerazione sono due: la pressione minima (detta anche diastolica) e la pressione massima (detta anche sistolica). La prima corrisponde alla forza esercitata dal sangue sulla parete delle arterie tra un battito del cuore e l’altro. Per essere considerata “normale” il suo valore deve essere compreso tra 60 e 79 mmHg (millimetri di mercurio)*. La cosiddetta massima corrisponde invece alla forza esercitata dal sangue sulla parete delle arterie quando il cuore si contrae, ed è considerata “normale” quando è compresa tra 90 e 119 mmHg*. Entrambi i parametri devono essere tenuti sotto controllo. Per questo motivo, quando si misura la pressione, vengono indicati tutti e due, ed il risultato è considerato nella norma se i valori sono inferiori a 120/80 mmHg.

La soglia dell’ipertensione

Se i valori di pressione massima sono stabilmente tra 120 e 139 mmHg e quelli della minima tra 80 e 89 mmHg, si parla di pre-ipertensione, un campanello d’allarme del rischio per lo sviluppo dell’ipertensione vera e propria. Quest’ultima è identificata da valori di massima maggiori o uguali a 140 mmHg e a valori di minima uguali o superiori a 90 mmHg*. Tuttavia, nel caso di alcune categorie a rischio come ad esempio nei soggetti con diabete mellito è raccomandabile mantenere dei valori di pressione arteriosa più bassi.

In tutti gli altri casi si parla di stadio 1 dell’ipertensione quando la massima è compresa tra 140 e 159 mmHg e la minima tra 90 e 99 mmHg; lo stadio 2 è invece caratterizzato da una massima uguale o superiore a 160 mmHg e da una minima uguale o superiore a 100 mmHg. Infine, si parla di ipertensione sistolica isolata quando la massima è uguale o superiore a 140 mmHg e la minima è uguale o inferiore a 90 mmHg*.

Cause, terapia e prevenzione

Nella maggior parte dei soggetti l’ipertensione è completamente asintomatica; questo porta a sottovalutare il proprio stato di salute e a rischi maggiori di complicanze ed effetti collaterali.

L’ipertensione viene per questo motivo definita un “killer silenzioso” dall’Oms. Qualora dia sintomi, sono comuni:

  • mal di testa
  • cardiopalmo
  • fame d’aria
  • dolore toracico
  • epistassi

Cause e fattori di rischio dell’ipertensione

Le cause dell’ipertensione sono da ricercare nelle patologie pre-esistenti, in malattie cardiovascolari, in una predisposizione genetica o famigliarità.

Più spesso, essa è legata a fattori di rischio quali: il fumo, l’abuso di alcol, una dieta scorretta, l’assenza di attività fisica, alti livelli di colesterolo, un diabete mellito mal gestito, l’obesità ed infine una condizione stressante persistente.

L’ipertensione, associata ad altre malattie croniche come diabete, ipercolesterolemia o insufficienza renale, comporta un aumento esponenziale dei rischi connessi alla pressione arteriosa e un aumento del rischio di sviluppare infarto cardiaco e infarto cerebrale.

Rischi correlati all’ipertensione

All’aumentare della PA, aumentano i rischi di danni cardiaci, ai vasi e a molti organi, in particolare cervello e reni. Inoltre, un’ipertensione incontrollata è strettamente correlata al rischio di infarto cardiaco ed ictus ischemico. A lungo termine può anche causare l’insorgenza di aneurismi, disfunzione renale e cecità.

Prevenire e trattare l’ipertensione

Una volta che si è a conoscenza dei fattori di rischio che causano l’ipertensione, facilmente si comprende come ci si deve comportare per poterla prevenire.

In linea generale, uno stile di vita sano, senza fumo e alcol, con una dieta sana e dell’attività fisica, sono gli elementi essenziali per poter agire in maniera preventiva.

In età adulta è fondamentale il controllo routinario della pressione, in particolar modo con l’aumentare dell’età. Un riscontro occasionale di PA elevata deve essere un campanello d’allarme e spingere ad indagare se è un problema temporaneo o persistente che necessita di modifiche nello stile vita, o l’assunzione di terapia. Infatti, talvolta il semplice cambiamento dello stile di vita è sufficiente a comportare una progressiva diminuzione della PA, senza dover ricorrere alla terapia.

Minimizzare il rischio ipertensione: Le raccomandazioni Oms

  1. Dieta sana (promuovendo uno stile di vita sano; riduzione del sale a 5 grammi al giorno, mangiare 5 porzioni di frutta e verdura ogni giorno, e ridurre i grassi saturi)
  2. Limitare l’uso di alcol e limitarsi ad un bicchiere al giorno
  3. Fare attività fisica: esercizio fisico ogni giorno per almeno 30 minuti; mantenere un peso adeguato. Ogni 5 kg di peso in eccesso persi, si riduce la PAS da 2 a 10 mmHg
  4. Abbandonare l’abitudine al tabacco
  5. Gestire lo stress in modo salutare, con la meditazione, l’esercizio fisico e i contatti sociali positivi

Non solo Ipertensione ma anche Ipotensione

Comunemente, i sintomi dell’ipotensione vengono percepiti dalla persona, contrariamente a quelli legati all’ipertensione. I più frequenti sono:

astenia, fino alla lipotimia (la sensazione di sentirsi svenire) e alla sincope (la perdita di coscienza)

  • nausea
  • perdita di concentrazione
  • vista annebbiata
  • cute pallida e fredda
  • tachipnea

Cause e fattori di rischio correlati all’ipotensione

Le cause e i fattori di rischio più frequenti legati all’ipotensione sono:

  • la gravidanza (in particolare nelle prime 24 settimane)
  • un allettamento forzato prolungato
  • la diminuzione del volume circolante (es. da perdita ematica, grave disidratazione, emorragia massiva)
  • effetto collaterale di alcuni farmaci, fra cui i betabloccanti, anti parkinsoniani, antidepressivi triciclici, farmaci per la disfunzione erettile
  • problemi cardiaci come bradicardia o infarto
  • shock settico
  • anafilassi

Rischi correlati all’ipotensione

L’ipotensione ha a sua volta correlati una serie di rischi: uno dei più frequenti è il trauma secondario a lipotimia o sincope. Sono infatti numerosi i traumi cranici, agli arti superiori o inferiori da sincope correlata ad ipotensione.

Inoltre, un’ipotensione prolungata impedisce alla persona di condurre una vita normale; se è correlata a patologie cardiache, i rischi aumentano maggiormente.

*. Ministero della Salute. “Ipertensione arteriosa”

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